

INGRESSO
Sei all'ingresso.
Davanti a te si apre l'ex mattatoio di Sassari: un complesso di edifici dell'Ottocento che l'Accademia sta trasformando in un campus vivo.
A sinistra l'auditorium.
Di fronte il cortile centrale.
Intorno, gli edifici che ospiteranno aule, studi d'artista, spazi espositivi.
Quello che vedi oggi è l'ossatura.
Quello che immaginiamo, è nel video qui sotto.





RIFERIMENTI STORICI






Inaugurato nel 1899, questo padiglione era dedicato alla lavorazione delle interiora bovine: ricezione, svuotamento, lavaggio, separazione. Una funzione precisa all'interno di una filiera precisa. La parola è ancora incisa sulla facciata perché la funzione doveva essere leggibile da fuori: igiene, controllo, trasparenza erano i valori fondativi del mattatoio moderno.
Nessun processo igienico era possibile senza acqua calda. Questo edificio produceva il calore e il vapore necessari per il lavaggio degli strumenti, la sterilizzazione degli ambienti e il funzionamento dell'intera struttura. Non era un luogo di lavorazione, era il sistema che permetteva agli altri luoghi di funzionare.
Questo era il padiglione centrale della linea bovina. La logica a padiglioni (ogni specie, ogni fase, ogni funzione in un edificio separato) era una scelta igienica e organizzativa precisa. Il mattatoio comunale nasce per sottrarre la macellazione all'improvvisazione privata e renderla controllabile, misurabile, pubblica. La città si assumeva una responsabilità che prima nessuno gestiva.
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